Consulenze tecnico-scientifiche

I beni storico-artistici ed archeologici sono costituiti nella quasi totalità da rocce e loro derivati, naturali e/o artificiali. Sono ad esempio rocce artificiali le malte e gli intonaci delle pitture murali, così come le unità di preparazione di tele e tavole; sono costituiti da minerali, sintetici oturali, i pigmenti utilizzati per policromare le superfici a vista e così via.

Partendo da questa breve premessa, va da sé che i metodi analitici della petrografia, ovvero quella branca delle scienze naturali che si occupa di studiare le rocce nelle sue caratteristiche composizionali, strutturali, tessiturali, dovrebbero essere quelli da privilegiare quando si debbano affrontare studi nel campo dei beni culturali. Le tecniche petrografiche, infatti, non solo permettono di individuare i costituenti di ogni singola unità stratigrafica, ma anche di caratterizzare nella maniera più appropriata quegli stessi elementi.

Così, quelli che per la chimica sono semplicemente clasti di carbonato di calcio, la petrografia li qualificherà come marmo, micrite, calcite spatica, cosa non secondaria considerato ad esempio che quest’ultima può ritenersi un marker per il più classico tectorium romano.

Ugualmente, sempre per le malte – siano esse originali o di reintegrazione - attraverso l’indagine petrografica si potrà stabilire quel dato non certo insignificante che è la provenienza delle sabbie utilizzate, mentre per le pellicole pittoriche in generale (pitture murali, tele, tavole, sculture lignee), l’esame degli elementi accessori dovuti ad eventuali sottoprodotti di fabbricazione, ad una depurazione più o meno approssimativa ecc., potranno essere un valido aiuto nella determinazione della qualità dei pigmenti impiegati.

  • Specializzati nella ricerca scientifica nell'ambito dei beni culturali, da noi si predilige pertanto un approccio di tipo "naturalistico" con un iter diagnostico che parte generalmente da un minuzioso esame autoptico del manufatto, avvalendosi di stereomicroscopi, eventualmente accoppiato ad analisi preliminari in microscopia ottica attraverso l'uso di preparati di tipo crushed-grains. Allo scopo da minimizzare al massimo l'invasività delle analisi, come tecniche ausiliarie e/o di guida alla campionatura, si procede con osservazioni in luce ultravioletta e nel vicino infrarosso, riprese in IR in falsi colori, riflettografie con telecamera a tubo Vidicon.
  • Il passo successivo prevede esami mineralogico-stratigrafici in microscopia polarizzante su sezione sottile previo prelievo, in aree opportunamente selezionate, di micro-campioni.
  • A completamento, quando necessario, analisi in microscopia elettronica e in diffrattometria ai raggi X.
  • Possibilità, se ritenuto opportuno, di altre indagini tipo XRF e FTIR con collaboratori esterni sotto nostra supervisione e precise indicazioni.
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